Chi Siamo
Lo Staff
Laura e Cristina si sono incontrate nel campo automotive. L’una laureata in
Chimica e l’altra in Ingegneria Elettronica, hanno collaborato a progetti e
affrontato sfide industriali. La loro passione comune per la cucina ha unito
i loro percorsi all’interno di “L’Arangiuma”, dove sono attivamente
coinvolte e molto soddisfatte.
Tutto è iniziato con l’interesse di Laura per le specialità tradizionali
della nonna: gli agnolotti astigiani fatti a mano e il salame cotto tipico
del Nord Astigiano. I loro primi esperimenti culinari comuni partono nel
2018, quando Cristina decide di partecipare alla preparazione di quel salume
particolare che ancora oggi è una delle specialità più richieste.


La loro collaborazione è continuata nel tempo, organizzando feste e
catering per amici. Nel 2022 Laura ha avviato l’attività, e Cristina si è
unita successivamente, creando una perfetta sintonia: la loro passione per la cucina le unisce tanto quanto il rigore e la metodologia appresi
lavorando in grandi aziende nel settore automotive.
Oggi «L’Arangiuma» di Laura e Cristina è uno spazio di sperimentazione gastronomica, che unisce tante anime diverse: pastificio, salumeria, vetrina di eccellenze del territorio astigiano, ma anche un luogo di incontro e di condivisione del buon cibo.
IL TERRITORIO
Ferrere, nel cuore del Monferrato Astigiano sulle Colline Alfieri, è un borgo di origini medievali distante circa 20 km dal capoluogo provinciale, Asti, 40 km da Torino e 25 km da Alba: una posizione strategica che lo rende una vera e propria porta d’ingresso per visitare le Langhe, il Roero, il basso Monferrato astigiano e la provincia di Cuneo, territori meravigliosi che rappresenta l’eccellenza enogastronomica del Piemonte nel mondo.
Il paese racconta tante storie


Dal punto di vista geografico, condivide con Roma una particolare caratteristica: come la città capitolina anch’esso sorge su sette colli, uno dei quali è stato oggetto di valorizzazione nel dicembre 2018 con la creazione di un punto panoramico attrezzato, il Belvedere di San Secondo. Tre anni dopo, nel 2021, è stata installata la Panchina Gigante Big Bench n. 177, presso la collina Sant’Antonio.
La storia di Ferrere
Dal punto di vista storico, il territorio di Ferrere (in passato noto come Ferraria) appare per la prima volta in un documento nel 1034: è indicato come appartenente al conte di Pombia (provincia di Novara). Nel 1100, Ferrere fu assegnato dal Vescovo di Asti alla nobile famiglia dei Garretti, che ne divennero signori per diversi secoli e qui edificarono un primo castello, poi semidistrutto e riedificato più in alto: è il Castelvecchio che oggi ospita le scuole, il municipio e la biblioteca civica.
L’attuale fisionomia del paese, sparso sulle colline, deriva dagli eventi che caratterizzarono il borgo nel 1630: prima l’invasione dei Francesi e un sanguinoso periodo di guerra, poi – sempre nello stesso anno – una disastrosa alluvione invase tutta la valle. L’annus horribilis di Ferrere si concluse con lo scoppio della peste che colpì gran parte dell’Italia settentrionale.
La sequenza di eventi nefasti spinse molti abitanti a trasferirsi dalla valle alle colline circostanti, ritenendole luoghi più sicuri.
Questo portò ad una polverizzazione del nucleo originario del paese e la creazione di tante piccole comunità, con altrettante chiese, sulle sette colline: fu proprio in questo periodo, nel 1642, che fu inaugurata la chiesa parrocchiale di San Secondo.
I conti Garretti restarono signori di Ferrere fino al 1851 (ossia per ben 750 anni): tra il 1780 e il 1785 fecero costruire un secondo castello sul territorio, senza fortificazioni: è il Castelrosso, oggi adibito a casa di riposo per anziani.
Nel 1851 tutte le proprietà dei Garretti passarono ai conti Gromis di Trana e poi ad Emanuele Montalcini, zio paterno del Premio Nobel Rita Levi Montalcini, la quale trascorse parte della gioventù in paese. Montalcini cedette infine le sue proprietà ai ferreresi mantenendo solo il Castelrosso e le sue immediate adiacenze.

Ferrere è molto rinomata nel mondo del turismo enogastronomico per la sua preziosa produzione di miele – celebrato nell’evento Ferrere Miele – e per la produzione di salumi e carne bovina: il comune è sede dell’Associazione dei Produttori di Salame Cotto Monferrato.